Danno da morte: maggiori garanzie per gli eredi.

Last Updated on 24 Marzo 2024 by Gianluca Sposato

Danno da morte, la Cassazione richiama a maggiori garanzie per gli eredi

I parenti di chi è stato ucciso in un incidente stradale, o per un caso di malasanità, hanno sempre diritto al risarcimento del danno per la perdita del rapporto affettivo intrattenuto con la vittima.

Vediamo il danno da morte quando va risarcito, come ed in che misura.

Con due sentenza della Cassazione, la numero 10579/2021 e la numero 26300/21, cui è seguita immediatamente la sentenza numero 263001/21, vengono ristabiliti e salvaguardati i diritti dei prossimi congiunti di chi è morto per fatto illecito.

Il risarcimento del danno nell’omicidio stradale, o per decesso ospedaliero in casi accertati di malasanità, da sempre offre lo spunto ad accesi dibattiti.

Con incertezze relative a danno da morte in che misura liquidarlo ed alla prova del pregiudizio patito per gli eredi delle vittime della strada ed i familiari di chi ha perso la vita per fatti riconducibili ad episodi di responsabilità medica.

Ciò a causa dell’orientamento discutibile della giurisprudenza, a seguito di sentenze come la 11200/2019, che stabiliva addirittura l’onere di dovere dimostrare la sofferenza a causa del dolore per la perdita del proprio caro per avere diritto al risarcimento del danno.

Grazie al lavoro svolto da ADISM, che ha sollevato una questione di legittimità costituzionale sulla prova della sofferenza nel danno da morte, la Cassazione torna a tutelare i diritti inviolabili dell’individuo.

Danno da morte maggiori garanzie per gli eredi: si applicano le Tabelle di Roma

La Cassazione ha chiarito che nella liquidazione del danno agli eredi per l’uccisione di un proprio congiunto, si deve fare riferimento non soltanto al grado di parentela ed alla convivenza, o meno, con la vittima, ma anche all’età del defunto e a quella del congiunto superstite.

Questi principi, da sempre, sono richiamati nelle tabelle del danno da Morte del Tribunale di Roma.

Principi inizialmente non condivisi dall’Osservatorio della Giustizia Civile, con il Gruppo Danno alla Persona, di cui fa parte il nostro Presidente l’Avvocato Gianluca Sposato, considerato tra i massimi esperti nazionali in materia di responsabilità civile per fatto illecito e risarcimento del danno da morte.

Ora al lavoro per porre rimedio alle Tabelle di liquidazione del danno del 2021 recentemente pubblicate che, come ha fatto notare il Presidente di Adism non  tutelano in misura adeguata i fratelli di chi è rimasto ucciso in un incidente stradale.

Per il danno da morte Adism ha chiesto maggiori garanzie per gli eredi, tenuto  conto degli importi minimi irrisori ed una forbice estremamente ampia che prevede importi da un minimo di  24.350,00 fino a 146.120,00, con criteri poco  chiari e discutibili.

Danno da morte maggiori garanzie per gli eredi, la prova della sofferenza per l’uccisione del congiunto

Il danno per la perdita del rapporto parentale esce fuori finalmente, speriamo definitivamente, dal contorto schema in cui era caduto della prova della sofferenza del congiunto superstite per l’uccisione del familiare, quale condizione per avere diritto al risarcimento del danno.

Occupandosi di un caso relativo all’uccisione di un feto la Suprema Corte con la sentenza n. 263001 del 2021 ha voluto sottolineare che:

“Il vero danno nella perdita del rapporto parentale, è la sofferenza non la relazione.

E’ il dolore, non la vita che cambia, se la vita è destinata, si, a cambiare, ma, in qualche modo, sopravvivendo a se stessi nel mondo”.

Si tratta di una pronuncia che non lascia dubbi interpretativi, richiamando il principio, già più volte invocato, delle presunzioni legali nell’ambito della prova dello sconvolgimento della vita a causa di un fatto illecito per la morte di un proprio familiare.

Si pone così, speriamo definitivamente, fine a quel tipo di giudizio sconcertante per cui gli ermellini avevano scomodato niente di meno che il filosofo greco  Epicuro che nella sua Lettera sulla Felicità diceva che “la morte non rappresenta niente per l’uomo perché quando c’è lei non ci siamo noi e quando ci siamo noi non c’è lei”.

La Cassazione oggi riafferma con decisione i diritti degli eredi delle vittime della strada perché non si può non tener conto del dolore con cui i superstiti di chi è  morto a causa di una condotta illecita altrui devono affrontare quotidianamente.

Continuando a lottare per sopportare una vita spezzata dal dolore per la uccisione del proprio caro ed il vuoto venutosi a creare.

Quale è la sofferenza che deve essere risarcita?

In tal senso si può e si deve inquadrare il risarcimento del danno non patrimoniale per la perdita del rapporto parentale nel danno da morte con maggiori garanzie per gli eredi.

Sia come danno morale nei prossimi congiunti per la perdita del rapporto parentale e sia come danno danno dinamico relazionale per lo sconvolgimento delle proprie abitudini di vita.

“La sofferenza interiore patita, sul piano soggettivo, nel momento in cui la perdita del congiunto è percepita nel proprio vissuto interiore, e quella ulteriore e diversa, che eventualmente si sia riflessa, in termini dinamico relazionali, sui percorsi della vita quotidiana attiva del soggetto che l’ha subìta”.

La sofferenza come deve essere provata?

La sofferenza per la perdita del rapporto parentale, per l’uccisione di un proprio familiare come deve essere provata e valutata dal giudice per avere diritto al risarcimento del danno ed in  quale misura?

“La sofferenza morale allegata e poi provata, anche a mezzo di presunzioni semplici, costituisce l’aspetto più significativo del danno. 

Esiste, infatti, una radicale differenza tra il danno per la perdita del rapporto parentale e quello per la sua compromissione dovuta a macro lesione del congiunto rimasto in vita in cui è la vita di relazione a subire profonde modificazioni in peggio”.

Dopo anni di battaglie portate avanti anche in sede istituzionale dalla nostra Associazione per tutelare i diritti di chi ha perso un proprio familiare per un incidente stradale oggi possiamo affermare che soffrire per la morte di un  proprio familiare è una questione sotto il profilo giuridico pacifica.

Non dovendo più dimostrare in maniera rigorosa la prova della sofferenza.

Ciò, in presenza di un vincolo affettivo da cui si possa presumere lo sconvolgimento della propria esistenza per il vuoto venutosi a creare, come nel casi del rapporto tra genitore e figlio.

Il familiare che chiede il risarcimento del danno per la perdita del rapporto affettivo che aveva in vita con il proprio congiunto, potrà ricorrere alle presunzioni legali.

Per ricevere l’assistenza di ADISM e un avvocato esperto in incidenti stradali con lesioni gravi ed incidenti stradali mortali contattare il numero 347.8743614

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